Bolletta luce, costi fissi e variabili: una guida semplice

Bolletta luce, costi fissi e variabili: una guida semplice

Quante volte avresti preferito ricevere una mail contenente una promozione da parte del tuo capo, al posto della solita bolletta dell’elettricità? Sì, perché oltre a doverla pagare, bisogna anche essere abili conoscitori della materia per poterla capire a fondo, specialmente quando si parla di costi variabili e di costi fissi della bolletta luce.


E soprattutto in vista del pieno raggiungimento del mercato libero dell’energia, sapere bene come leggere la bolletta ti renderà un utente informato in grado di valutare e scegliere l’offerta migliore per te. Pertanto, con questo articolo potrai chiarire i tuoi dubbi e capire, una volta per tutte, come leggere la bolletta in piena serenità.

 

Costi variabili e costi fissi nella bolletta della luce: cosa sono?

Iniziamo da una grande classico della bolletta: la differenza tra costi variabili e fissi.

I primi, come ci suggerisce il nome stesso, cambiano nel tempo in quanto dipendono sia dalla quota stabilita dal fornitore di energia elettrica sia dai consumi del cliente (non a caso vengono calcolati in €/kWh). Per esempio, essi variano ogni tre mesi se il fornitore scelto opera nel servizio tutelato. Nel caso del libero mercato, invece, variano se il fornitore scelto segue il prezzo imposto dall’Autorità o in base a quanto stabilito nel contratto. Inoltre, tra le quote variabili non rientra solo la materia prima, ossia l’energia elettrica, ma anche IVA e accise, che vengono calcolate in base ai consumi del cliente.

I secondi, invece, sono da addebitare come costi fissi indipendenti dagli effettivi consumi e non dipendono dalla tua attenzione verso il risparmio, ma sono decisi direttamente dall’Autorità (e, per questo, vengono calcolati in €/cliente). É bene notare come i costi fissi della bolletta della luce vadano pagati anche se, di fatto, non si usa la luce: oneri di sistema e spesa per il trasporto e la gestione del contatore (e relative imposte) sono infatti voci decise dall’Autorità e fissate annualmente dalle quali non si scappa.

 

Come si legge la bolletta della luce

Con l’introduzione della bolletta 2.0, tutti i fornitori del mercato libero devono mantenere una struttura simile nelle bollette e riportare i costi nello stesso ordine per fare in modo che tu li possa comparare facilmente quando dovrai scegliere il tuo nuovo operatore.

 

I dati dell’utenza

Prendendo come riferimento la bolletta della luce, dunque, nella prima pagina trovi i dati relativi alla tua utenza:

  • Codice cliente: molto usato nel mercato libero, è un numero specifico del fornitore per identificare l'utenza nel suo sistema interno.
  • Codice POD (punto di prelievo dell'elettricità): è un codice alfanumerico di 14 o 15 caratteri che serve a geolocalizzare sul territorio il punto esatto in cui prelevi l'energia elettrica.
  • Tipologia di pagamento: il numero di conto corrente o il numero di carta di credito
  • Tipologia di cliente: viene indicato come domestico residente o domestico non residente
  • Totale da pagare

Dopo le utenze le principali voci da considerare sono cinque.

 

1. Spesa per la materia energia

Si compone di una quota fissa indipendente dal consumo e di una quota energia proporzionale al consumo. Quest’ultima è costituita da:

  • prezzo dell’energia, ovvero il costo di acquisto dell’energia elettrica;
  • perdite di rete, che sono le onerose dispersioni di energia;
  • dispacciamento, che consente di mantenere l’equilibrio tra energia immessa nelle reti elettriche e prelevata dagli utenti;
  • perequazione, che consente di mantenere l’equilibrio tra importi pagati dagli utenti e costi effettivamente sostenuti dai fornitori.

2. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

É la spesa sostenuta dal fornitore per trasportare l’energia e include anche il costo di manutenzione dei contatori e della rete di distribuzione dell’energia. L’importo è stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ed è proporzionale ai consumi. É costituita da una quota fissa, una quota potenza e da una quota energia.

3. Spesa per gli oneri di sistema

Si tratta di un importo che varia ogni tre mesi in quanto è stabilito dall’Autorità e si compone di una quota fissa (non legata alla quantità di energia consumata) e di una quota variabile (proporzionale ai consumi).

4. Imposte statali

Rimangono invariate per ogni fornitore e sono stabilite da leggi statali: esse comprendono l’IVA, che viene applicata sull’importo totale, e le accise, che si applicano all’energia consumata.

5. Canone Rai

L’importo da pagare per il Canone Rai 2020 è di 90 Euro: l’importo viene suddiviso in 10 rate da 9 Euro l’una, da gennaio ad ottobre, se la bolletta è mensile (mentre se è bimestrale, l’importo è pari a 18 Euro ogni due mesi).

 

Come capire il costo del fornitore?

Se vuoi giustamente valutare quanto stai spendendo con il tuo attuale fornitore, ricorda che alcune voci in bolletta sono uguali per tutti. In particolare gli oneri di sistema, i costi di gestione e trasporto contatore e le imposte statali sono stabiliti dall’ARERA.

Cosa usare come metro di giudizio, dunque? L’unica voce che dipende effettivamente da quanto è caro il tuo fornitore, ovvero la spesa per la materia energia. Questa voce di costo, infatti, indica quanto il tuo fornitore si fa pagare per fare il suo lavoro: fare da tramite tra il distributore (da cui acquista l’energia) e il cliente finale (a cui la rivende).

Dal momento che la spesa per la materia energia presenta una componente variabile (detta “quota energia”), che cambia in base a quanto consumi, non è facile capire il costo a Kw che il tuo fornitore applica. Ecco che ci viene in aiuto una voce chiamata “costo medio unitario della spesa per la materia prima”, che è semplicemente il risultato della spesa per la materia energia divisa per i tuoi consumi.

Questa voce di costo, che troverai in bolletta vicino ai dati sui consumi, ti dà gli strumenti per confrontare il prezzo del tuo attuale fornitore agli altri presenti sul mercato.