Energia sostenibile, cos'è e perché sceglierla per casa tua

Energia sostenibile, cos'è e perché sceglierla per casa tua

Si parla sempre più spesso di energia sostenibile, ma per capirne il senso (oltre che l’indispensabilità) bisogna fare un passo indietro e vedere come veniva prodotta, distribuita e consumata l’energia negli anni passati. Ebbene, in principio fu il combustibile fossile: il carbone e il gas naturale prima, il petrolio e i suoi derivati poi, hanno infatti rappresentato le principali fonti di energia in grado di sostenere e soddisfare il bisogno energetico della popolazione per almeno tre secoli di storia.

 

Facilmente trasportabili e stoccabili e con costi ancora relativamente contenuti, i cosiddetti “idrocarburi” hanno però nel tempo causato gravi danni al pianeta. Inquinanti, principali cause dell’aumento di CO2 in atmosfera (e, dunque, del riscaldamento globale), affatto rinnovabili e con un prezzo in lenta ma costante crescita, è oggi chiaro che rappresentino una fonte di energia non più sostenibile, per i cittadini, per il mercato e per l’intero ecosistema.

 

Ecco, dunque, che si rende necessario percorrere una nuova strada, fatta di fonti, produzioni, distribuzioni e utilizzi che non solo abbassino l’inquinamento ma che consentano anche al mondo intero uno sviluppo energetico migliore ed equilibrato, in ottica di efficientamento delle risorse e risparmio delle energie. E questa strada prende il nome di energia sostenibile.

 

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Energia sostenibile o energia rinnovabile?

Iniziamo sfatando un falso mito: energia sostenibile non è sinonimo di energia rinnovabile. Per quanto i due termini siano indissolubilmente connessi tra loro, infatti, con il primo si intende la produzione e l’uso di un’energia in grado di portare allo sviluppo sostenibile (sia esso ambientale, sociale ed economico) del pianeta Terra, oltre che alla piena attuazione di quella che è stata definita “green economy”.

 

Va da sé che l’energia rinnovabile sia un tassello imprescindibile di questo più grande progetto: essa è prodotta da fonti di energia che non sono esauribili, cioè che si rigenerano e che non danneggiano il pianeta e le sue risorse.

Per spiegarci meglio, le principali fonti di energia rinnovabile sono:

  • Energia solare: dal minor impatto ambientale, è anche quella che viene maggiormente usata, complici le agevolazioni fiscali in materia.
  • Energia eolica: particolarmente efficace nel nostro Paese, trasforma l’energia cinetica delle pale mosse dal vento in energia elettrica.
  • Energia idroelettrica: dallo stesso principio di quella eolica, ma con la differenza di usare come “mezzo” l’acqua, si tratta di una fonte di energia rinnovabile già ampiamente usata, anche nel passato.

 

Dal momento che l'energia rinnovabile fornisce alimentazione in grado di rispondere al fabbisogno energetico di ognuno di noi (oltre che dell’industria, del trasporto, dei servizi energetici rurali e di tutto il settore terziario), molti distributori stanno sempre più abbandonando le fonti di energia non rinnovabile per puntare su questo “nuovo” tipo di risorse.

Come? Da una parte attraverso l’abbandono dei grandi impianti centralizzati a favore di un tipo di produzione che prevede un approccio su scale più piccole e maggiormente sostenibili. Dall’altro attraverso lo sviluppo di una politica di costi agevolati e sempre più competitivi, che consentono a chi ne faccia uso un risparmio consistente sui costi in bolletta.

 

Qual è la situazione in Italia

Ma se finora abbiamo parlato di teoria, entriamo nel merito della pratica vedendo insieme qualche dato sull’energia sostenibile. Ebbene, secondo la Quinta relazione dell’Italia sui progressi realizzati nella promozione e nell’uso dell’energia rinnovabili, “La diffusione delle fonti rinnovabili nei settori elettricità, termico e trasporti, ha portato ad una progressiva riduzione di emissioni di gas climalteranti negli anni: da 58 milioni di tonnellate di CO2eq evitate nel 2009 a quasi 90 milioni nel 2018”.

A registrare una forte crescita sono stati il solare fotovoltaico e l’eolico, che nel 2019 hanno soddisfatto rispettivamente il 7,6% e il 6,2% dei consumi elettrici nazionali. In un Paese, per altro, dove, secondo i dati del rapporto Comunità Rinnovabili di Legambiente, in oltre dieci anni, sono stati installati più di un milione di impianti tra elettrici e termici in 7.911 comuni (erano 356 nel 2005).

 

Energia sostenibile a casa tua? Si può fare!

I dati che abbiamo visto sono certo incoraggianti, ma sono anche il frutto di scelte personali (oltre che amministrative) molto chiare: ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare la differenza nel percorso verso la piena attuazione dell’energia sostenibile.

Oltre ad alcune attenzioni nella vita domestica di tutti i giorni, è infatti possibile optare per quegli operatori che forniscono pacchetti con quote più o meno consistenti di energia “verde”. Si tratta di fornitori spesso piccoli, senza interessi industriali alle spalle tipici dei grandi gruppi e molto vicini alle cause socio ambientali per un futuro sempre più green.

Rivolgersi a loro significa non solo trarne un vantaggio economico sul lungo periodo, ma anche dare il proprio piccolo grande contributo a progetti con ricadute sociali e ambientali assolutamente positive.

 

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