Fotovoltaico con accumulo: vantaggi, costi e come funziona

Fotovoltaico con accumulo: vantaggi, costi e come funziona

 

Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, diversificazione dell'approvvigionamento energetico e minore dipendenza dai mercati dei combustibili fossili (in particolare petrolio e gas), oltre alla creazione di posti di lavoro nelle nuove tecnologie "verdi". Ecco alcuni dei motivi, sottolineati da Eurostat, per cui l’adozione di energie rinnovabili non può che essere la soluzione migliore quando si è alle prese con la scelta dell’approvvigionamento energetico per sé e per la propria casa.

E, a giudicare dai dati, in Italia siamo sulla buona strada: oggi infatti le energie rinnovabili coprono il 35,3% della domanda elettrica nazionale e ad andare forte (anzi, fortissimo) è il fotovoltaico, prima fonte per potenza elettrica.

Si tratta, come suggerisce il nome, di un tipo di energia prodotta dalle radiazioni solari e trasformata in energia elettrica attraverso specifici impianti. Un’importante risorsa che, secondo il nuovo report Power Transition Trends 2020 di BloombergNEF, ha superato tutte le altre tecnologie in termini di nuove costruzioni ed è stata quella più diffusa in un terzo delle nazioni di tutto il mondo.

 

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Cos’è e come funziona il fotovoltaico con accumulo

Si fa presto a dire fotovoltaico, ma in realtà ne esistono diverse tipologie. Tra i vari sistemi con cui viene sfruttata l'energia solare incidente per produrre energia elettrica c’è il fotovoltaico con accumulo. Quest’ultimo consente di consumare in tempo reale l’energia prodotta e di immagazzinare quella in eccesso, attraverso accumulatori o batterie. Questa può essere immessa e venduta all’interno della rete elettrica e, specie la sera o durante la notte (ossia quando l’irraggiamento è minore o assente), essere usata in casa senza che sia necessario effettuare una richiesta alla rete elettrica.

Nel fotovoltaico con accumulo lo stoccaggio dell’energia elettrica prodotta può avvenire attraverso due sistemi diversi:

  • inverter con batteria integrata, dove l’accumulatore, solitamente al litio, viene assemblato all’interno di una sola scatola con l’inverter, ossia quel dispositivo che permette la trasformazione della corrente da continua ad alternata.
  • Sistema con batterie esterne, dove l’accumulatore è tipicamente al piombo-gel e, trovandosi all’esterno per via delle grandi dimensioni, è collegato tramite l’inverter ai pannelli solari.

 

Vantaggi e svantaggi del fotovoltaico con accumulo

Va da sé che non mancano i vantaggi nell’utilizzo di un sistema di questo tipo, primo tra tutti l’eliminazione degli sprechi: l’utilizzo dei pannelli è infatti al 100%, sia che l’energia prodotta venga usata in tempo reale sia che se ne usufruisca “in differita”. Il risultato? Non solo si è energeticamente autosufficienti, ma in più la bolletta vede un drastico abbassamento dei costi per l’utilizzo sia della corrente elettrica sia del gas (per esempio nel caso di riscaldamento tramite pompa di calore).

A questo si aggiungono le detrazioni fiscali, dal momento che anche i pannelli per il fotovoltaico con accumulo godono del bonus ristrutturazioni al 50% (che va a sommarsi alla possibilità dell’aliquota IVA agevolata al 10%). E, se vogliamo dirla tutta, un immobile dotato di fotovoltaico con accumulo acquisisce valore sfruttabile nel caso di compravendita.

Di contro, il maggiore svantaggio è quello del costo. Per scongiurarlo, è sufficiente scegliere uno storage che sia basato sulle reali esigenze di chi lo andrà a utilizzare, tenendo quindi conto dei consumi e delle abitudini familiari: solo in questo modo si potranno raggiungere i rendimenti sperati, ammortizzando così l’alto costo iniziale sul medio termine. Chi, invece, teme che le batterie abbiano vita breve, può dormire sonni tranquilli: con la tecnologia al litio la vita media di una batteria può raggiungere i 20 anni.

 

Una casa a misura di fotovoltaico con accumulo

Ma quali caratteristiche deve avere una casa (e, soprattutto, un tetto) per poterci installare questo sistema? Ebbene, se si tratta di quello con le batterie esterne, bisogna prevedere uno spazio extra che sia adibito all’alloggiamento delle batterie di grandi dimensioni.

Il tetto, anche nel caso dell’inverter con batteria integrata, dovrà poi:

  • essere orientato a sud per catturare la maggior quantità possibile di raggi solari;
  • avere una superficie tale da consentire il corretto posizionamento dei pannelli;
  • essere inclinato di 20-30 gradi per facilitare il lavoro dei pannelli.

 

I costi del fotovoltaico con accumulo

Abbiamo accennato al tema dei costi: ma, esattamente, quanto costa installare un sistema di questo tipo? Non esiste una risposta univoca a una domanda così vaga: i prezzi possono infatti variare in base al tipo di materiale utilizzato per i pannelli, alla necessità o meno di realizzare lavori preventivi per poter procedere all’installazione, senza dimenticare le detrazioni fiscali di cui facevamo menzione poco sopra.

Possiamo tuttavia affermare che le voci di spesa sono principalmente due:

  • l’accumulatore di energia, il cui costo oscilla tra i 2.000 e gli 8.000 euro;
  • l’impianto tradizionale, con prezzi che sono arrivati a meno di 1.500 euro per kW installato.

Di certo è bene ricordare che il vero vantaggio del fotovoltaico con accumulo è quello di permettere un risparmio doppio rispetto a quello garantito dal fotovoltaico semplice, quindi perché non provare?

 

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